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classica2020-news20a Rassegna di Musica Classica

Dal 27 settembre 2020

 

in collaborazione con
Serate Musicali, Coop Lombardia, PopHistory

 


Sei gridi di separazione
piccola fenomenologia del distanziamento


Una serie di incontri tra musica e storia per riflettere su un argomento di grande attualità: il distanziamento sociale, necessaria misura di contenimento per proteggerci dal pericolo mortale del covid-19, ma pur sempre dolorosa rinuncia nei nostri rapporti interpersonali. Ci siamo chiesti: una volta usciti, speriamo il più presto possibile, dall’emergenza sanitaria, saremmo disposti ad accettare ulteriori forme di distanziamento? Sono condivisibili gli auspici di chi vorrebbe proseguire l’esperienza dello smart working, della didattica a distanza, della cultura e dello spettacolo sulle piattaforme digitali non più in nome della salute pubblica bensì dell’efficienza e dell’economicità delle presatazioni? Non ritenendo di avere risposte univoche a queste domande sul nostro futuro, ci siamo rivolti al passato, alla Storia che ci piace sempre considerare maestra di vita, per indagare le circostanze, le modalità e le motivazioni mediante le quali attraverso i secoli siano state attuate e giustificate varie forme di “distanziamento sociale”. Da questa indagine necessariamente parziale e schematica ma comunque, speriamo, capace di stimolare in chi lo desideri successivi approfondimenti è emerso un percorso in sei capitoli (più uno, a mo’ di coda) che abbiamo intitolato “Sei gridi di separazione”, parafrasando il titolo di un celebre film e volgendolo ad esprimere quanto possano essere intollerabili i fatti su cui ci siamo proposti di riflettere.
Ogni capitolo sarà dedicato a una delle diverse giustificazioni addotte nel corso dei secoli per attuare separazioni e distanziamenti come forme di controllo, dominio, persecuzione e discriminazione:
1) le caste e i pregiudizi legati alla nascita;
2) le classi sociali e i maggiori o minori diritti legati al censo;
3) il razzismo e le teorie pseudo-scientifiche che lo giustificano;
4) il genere e l’orientamento sessuale;
5) la paura della malattia e della morte;
6) il moderno mito dell’efficienza e dell’organizzazione razionale della società attraverso la digitalizzazione e virtualizzazione del lavoro e dei rapporti umani in generale.

Gli appuntamenti saranno divisi in due parti: un’introduzione storica focalizzata sul contesto locale e curata del public historian Giorgio Uberti, che potrà essere affiancato da esperti nei vari settori umani e che imposterà i suoi interventi come delle chiacchierate con personaggi storici insieme ai quali immagineremo di sorseggiare un tè; e un concerto in cui le musiche saranno scelte assecondando il tema dell’incontro, con alternanza, come di consueto a Spazio Teatro 89, di brani noti, rarità e prime esecuzioni assolute e, tra gli interpreti, di musicisti di chiara fama e giovani emergenti. Sia le introduzioni storiche che le brevi guide all’ascolto prima dei concerti saranno impostate secondo un tono divulgativo che però non sacrificherà l’approfondimento dei contenuti, in un ponderato equilibrio tra cultura e spettacolo, con ampio uso di multimedialità (proiezioni di immagini, filmati, letture di testi poetici e drammatici).
Dopo i “sei gridi di separazione” densi di pathos e riflessioni, l’ultimo appuntamento, con un programma cross-over a prevalenza pop-rock, sarà festivo come un settimo giorno e liberatorio come una catarsi, per esprimere gioiosamente l’auspicio di tornare presto ad essere - pur nel rispetto di norme e regole sanitarie - liberi dalla paura, felici di una prossimità di spiriti e di corpi se non ancora pienamente vissuta almeno auspicata e celebrata, consapevoli di un comune destino da conquistare anche condividendo spazi, energie, emozioni verso un’utopia che, ne siamo sicuri, non è altro che la realtà vista dal giorno prima.

Programma:

1) Domenica 27 settembre 2020
Grido 1: Divisi per nascita


ore 17.30 - Il distanziamento sociale al tempo dei nobili: un tè con Ludovico Sforza e Beatrice d'Este
ore 18: Concerto con musiche di Beethoven, Verdi/Liszt, Hindemith, Weill, Rzewski, Galante
Külli Tomingas, mezzosoprano; Andrea Scacchi, vcl.; Luca Schieppati pf.
Un programma vario che asseconda tutti i temi dell’intera stagione, con musiche ispirate dalle rigide divisioni di caste ed etnie diverse (Aida di Verdi), o dalla conflittualità di classe e di genere nella società borghese (Dreigroschen-Opera), o dalle distopie in cui le macchine sostituiscono gli uomini e gli uomini diventano automi alienati dai propri simili (Ragtime di Hindemith, che l’autore chiede venga eseguito “con rigorosità ritmica, come una macchina”), o dal distacco dovuto alla malattia e alla morte (Note di Pianto di Carlo Galante su testo di Nicola Gardini), fino all’utopia illuministica del Flauto Magico mozartiano (Beethoven: Variazioni su "Bei Männern, welche Liebe fühlen") Ad eseguire il variegato repertorio, la voce di Külli Tomingas, il violoncello di Andrea Scacchi e il pianista Luca Schieppati.

2) Domenica 4 ottobre 2020
Grido 2: Divisi per soldi


ore 17.30 - Tutta questione di censo, i diritti nello Stato di Milano: un tè con Carlo V d'Asburgo
ore 18: Concerto con musiche di Bach, Haydn, Beethoven, Mendelssohn, Brahms, Gershwin/Heifetz, Rzewski, Pärt
Duo Piercarlo Sacco/Luca Schieppati
con la partecipazione della pianista Sonia Candellone
Esistono le classi sociali nella musica? Sì, no, forse, dipende dai punti di vista. Ma proviamo comunque in questo concerto a fare un piccolo gioco di società, ascoltando le musiche di alcuni grandi compositori non più soltanto per deliziarci della loro bellezza, bensì anche per cogliere, se riscontrabili, indizi della loro provenienza e/o destinazione dal punto di vista della sociologia della produzione e della fruizione della musica, da Bach ai giorni nostri. A farci da guide in questo percorso vario e stimolante, il violinista Piercarlo Sacco e i pianisti Luca Schieppati e Sonia Candellone, che eseguiranno musiche di Bach, Haydn, Beethoven, Mendelssohn, Brahms, Gershwin-Heifetz, Rzewski, Pärt, elenco i cui membri, nella logica del nostro gioco socio-economico-musicale, potremmo connotare come il Grande Corporativo, il Maestro della Servitù Volontaria, l’Homo Novus, l’ Organizzatore/Imprenditore, il Libero Professionista, il Self-Made Man, il Ribelle , il Mistico.

3) Domenica 11 ottobre 2020
Grido 3: Divisi per colore o per sangue


ore 17.30 - L'albinaggio e la gestione degli "stranieri" a Milano: un tè con Maria Teresa d'Asburgo
ore 18 - Concerto con musiche di Castelnuovo-Tedesco, Villa Lobos, Colombo-Taccani
Duo Maria Eleonora Caminada (voce)/Leonardo De Marchi (chitarra a 6 e 10 corde)
Un programma dedicato al tema delle persecuzioni e discriminazioni razziali, con musiche di Castelnuovo-Tedesco, autore costretto a fuggire dall’Europa nel 1938 in seguito alle leggi antisemite del nazifascismo, di Heitor Villa-Lobos, le cui musiche intrise di folklore brasiliano sono anche espressione della contaminazione tra le civiltà indigene e quelle africane avvenuta durante i lunghi secoli della tratta degli schiavi. In programma anche, in prima esecuzione assoluta, “Stranger”, brano per voce e chitarra a dieci corde scritto da Giorgio Colombo Taccani su un testo composito (termini statunitensi etnicamente dispregiativi, appartenenze razziali riportate dai passaporti sudafricani durante l'apartheid, una breve poesia di Walt Whitman). Una riflessione forte e profonda contro il razzismo, richiesta da Spazio Teatro 89 appositamente per questo appuntamento e dedicata dall’Autore al Duo giovane e talentuosissimo protagonista del concerto.

4) Domenica 18 ottobre 2020
Grido 4: Divisi per (dal) sesso


ore 17.30 - Duemila anni di donne nella storia di Milano, da Galla Placidia ad Alda Merini
(appuntamento in collaborazione con l'Associazione Archivio Rachele Bianchi)
ore 18 - Concerto con musiche di donne compositrici
Quartetto delle Cameriste Ambrosiane
Eleonora Matsuno, vl.; Claudia Brancaccio, v.la; Lucia Molinari, vcl.; Maria Semeraro, pf.
Il repertorio “al femminile” è tuttora poco noto e poco frequentato, nonostante sia ormai acquisito che, con un po’ di paziente lavoro di ricerca, si trovano in esso opere di grande bellezza estetica e imprescindibile interesse storico. Per fortuna, da anni questo lavoro meritorio viene svolto con instancabile e competente dedizione dalle Cameriste Ambrosiane, che anche quest’anno ci faranno conoscere qualche “Chef-d’oeuvre inconnu” di donne compositrici. In programma anche una “prima assoluta”, “The moon is distant from the sea” scritto per noi dalla giovane compositrice estone Alisson Kruusmaa ispirandosi a una poesia di Emily Dickinson.
Musiche di Amy Beach, Louise A. Le Beau, Alisson Kruusmaa

5) Domenica 25 ottobre 2020
Grido 5: Divisi per paura


ore 17.30 - Inquisizione, guerre e pestilenze a Milano: un tè con Federico Borromeo
ore 18 - Concerto con musiche dai tempi delle pesti di Milano (1630) e Londra (1665)
Musiche di Caccini, Monteverdi, Blow, Purcell
Roberto Balconi, controtenore; Giangiacomo Pinardi, liuto
Un viaggio alla scoperta della musica di un secolo, il ‘600, in cui convivono luci sfolgoranti e tenebre fitte capaci allo stesso tempo di affascinare, stupire ed inquietare e i cui slanci e furori sempre rimandano a un incombente senso di lutto e di tragedia. In particolare, il duo voce e liuto formato da Roberto Balconi e Giangiacomo Pinardi ha scelto per noi brani cronologicamente vicini alle grandi pesti di Milano e di Londra, tragedie immani che, oltre a segnare drammaticamente un’epoca, hanno anche lasciato tracce profonde nelle coeve creazioni artistiche.

6) Domenica 8 novembre 2020
Grido 6: Divisi uno per uno


ore 17.30 - La società contemporanea tra frammentazione, digitalizzazione,
comunicazione, controllo
ore 18: Concerto con musiche di Mozart (Fantasie per organo meccanico K 594, K 608, K 616), Beethoven (3 Pezzi per organo meccanico WoO 33; Sonata op. 81a “Les Adieux”) Stravinsky (Etude for Pianola) Nancarrow (Piano-player etudes), Ligeti (Etude 14), Cognolato (Sweet City Suite)
Duo pianistico Davide Cabassi-Tatiana Larionova
La tentazione di fare a meno degli interpreti: comprensibile desiderio dei compositori di ottenere maggior precisione nella resa della propria musica, oppure tentazione diabolica che disumanizza il rapporto con il pubblico? Oppure ancora, possibile applicazione del distanziamento sociale nel mondo della musica? Fatto sta che gli strumenti meccanici hanno affascinato tanti compositori, da Haendel, a Mozart e Beethoven, fino al Novecento di Stravinsky, Hindemith, Nancarrow e Ligeti. Il concerto di oggi ci farà conoscere un po’ di questo repertorio realizzato o in trascrizioni pianistiche affidate a interpreti in carne e ossa, o da un Disklavier, moderna versione delle pianole meccaniche, partendo da Mozart e arrivando fino alla contemporaneità, con un estratto dalla “Sweet City Suite” per Disklavier di Sebastiano Cognolato.

7) Domenica 22 novembre 2020, ore 20.30
See me, feel me, touch me, heal me
Cine-concerto con Francesca Badalini e “i Sincopatici”


Gioioso come un settimo giorno, non casualmente nel giorno di Santa Cecilia, l’ultimo appuntamento vuole essere liberatorio come una catarsi: una festa per rivendicare, pur nel costante rispetto di norme e regole sanitarie in vigore, la pura felicità di stare e sentirsi vicini, uniti dalla condizione umana e sempre disponibili a reciproca, pronta e valida vicinanza e solidarietà; un cine-concerto cross-over a prevalenza pop-rock con repertorio sul tema dello stare vicini e sui benefici che la vicinanza fisica e spirituale porta con sé; la parte musicale sarà assecondata e accompagnata dalla proiezione di vari segmenti cinematografici coerenti con il tema del concerto. Una festa su una possibile ritrovata vicinanza attraverso l’unico distacco che rivendichiamo: quello della nostra mente quando vola alto per osservare la realtà con spirito critico, lucidità e ironia.

 

Qui tutti i concerti: https://www.spazioteatro89.org/musica.html

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